venerdì 15 dicembre 2017

Calcio Dilettanti (Serie D) - Il punto e la presentazione di Sasso Marconi-Mezzolara

 
IL PUNTO

Derby-salvezza per chiudere in... bellezza

Inutile girarci attorno. All'ultima giornata del girone di andata il Sasso sperava di arrivare in modo diverso. E non tanto per i 20 punti fin qui raccolti, che per una matricola della categoria possono perfino rappresentare un bottino discreto (anche se resta la consapevolezza di aver perso in più di una occasione la possibilità di tracciare una classifica ancora più tranquilizzante), quanto piuttosto per l'atteggiamento un tantino remissivo della squadra nella seconda parte del girone: una sola vittoria nelle ultime dieci gare (contro la Colligiana), 7 punti in tutto a fronte dei 13 collezionati nelle prime otto partite. Nulla è perso, sia chiaro, specie in una campionato che da sempre entra nella sua fase decisiva da gennaio in poi. Però è indubbio che l'incoraggiante inizio, accompagnato da tratti di forte personalità, non lasciava presagire il calo che l'ha invece seguito. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Lo scotto da pagare alla nuova realtà e l'inevitabile rodaggio che ne è scaturito sono serviti al tecnico e alla società per avere le idee più chiare sul reale valore dell'organico e per capire dove intervenire per cercare di migliorarlo. In sede di mercato qualcosa si è già fatto e qualcos'altro si farà nell'intento di rafforzare e rendere ancora più equilibrata una squadra che ha comunque dimostrato di meritare il palcoscenico della Serie D.
Il derby con il Mezzolara è chiusura d'anno solare decisamente delicata: da una parte, i gialloblù sono consapevoli che girare a quota 23 significherebbe mettere una solida pietra angolare nella costruzione della salvezza; dall'altra, un Mezzolara che, pur tra mille difficoltà, attraversate anche dal cambio di allenatore, ha dato qualche segnale di vita e l'eventuale bottino pieno al Carbonchi (guardando pure agli impegni proibitivi di Colligiana e Sansepolcro) vorrebbe dire per i biancazzurri agganciare quantomeno il treno dei playout. Dunque match da brividi (e non solo per il freddo...), molto aperto, dove un pareggio finirebbe per scontentare tutti. Su entrambi i fronti, sotto osservazione i reparti offensivi, vista la cronica difficoltà a inquadrare la porta avversaria: e qui, il valore aggiunto dell'esperienza potrebbe davvero fare la differenza a favore del Sasso Marconi.
Allargando la disamina al campionato in generale, la sensazione è che la rosa delle pretendenti alla promozione si sia ristretta a tre squadre: Fiorenzuola (difesa ermetica), Rimini (ambiente “elettrico”, un tantino sopra le righe, ma attacco che fa paura) e Imolese (cifra tecnica complessiva da categoria superiore). Il Villabiagio (non ha mezze misure: o vince o perde) resta una pericolosa mina vagante, mentre Montevarchi e Sangiovannese hanno rendimento troppo altalentante e la cura-Benuzzi, benché abbia già cominciato a produrre qualche effetto sul malconcio Forlì, deve fare i conti con un gap (-13 dalla vetta) che rende assai complicata la rimonta.
Ma intanto godiamoci questo derby, gustoso antipasto della partitissima di domani al Dall'Ara fra Bologna e Juventus. Bottiglie in ghiaccio, miccia accesa: forza ragazzi, vogliamo un fine d'anno col botto!

L'AVVERSARIO – MEZZOLARA

Società che sa navigare anche in acque agitate

Da piccola realtà con storia relativamente recente, visto che l'anno di fondazione risale “appena” al 1965 e che per quasi 15 anni l'attività svolta si è limitata esclusivamente alla sfera amatoriale, il Mezzolara ha rappresentato invece dall'inizio del nuovo secolo uno dei club più titolati del calcio bolognese, grazie anche alla straordinaria passione del compianto presidentissimo Pietro Zucchini: nel 2000 la prima storica promozione in Serie D, dove ha militato ininterrottamente fino ad oggi, con la sola eccezione del campionato 2003-2004, disputato in Eccellenza per precisa scelta della dirigenza budriese. Un'attività accompagnata sempre da un occhio di riguardo per il settore giovanile, curato con meticolosa dedizione e fiore all'occhiello della provincia nord-est. Dal 2010 al 2015, inutile negarlo, la storia del Mezzolara è stata segnata in modo profondo dalla presenza in campo di Fabio Bazzani, leader indiscusso e lusso assoluto per la categoria, dove è sceso con grande determinazione e totale disponibilità per una scelta di vita legata al matrimonio con la showgirl Alessia Merz: nel Mezzolara Bazzani ha realizzato 50 reti in 122 presenze, chiudendo qui la carriera di giocatore e sempre qui iniziando nel 2015-16 quella di allenatore; attualmente, è vice di Serse Cosmi ad Ascoli in B.
Quest'anno, complice un forte ridimensionamento del budget, la società ha puntato ancora di più su una rosa giovane e tutta da valorizzare, ma l'ingresso in panchina di Francesco Passiatore (lunga carriera da attaccante fra C1 e C2) non ha prodotto inizialmente i frutti sperati: appena 3 punti (per altrettanti pareggi) nelle prime sette giornate e il tecnico è stato messo da parte, con incarico assunto prima dal preparatore dei portieri Busi e quindi da Christian Ferrante (nella foto), ex portiere, allenatore laureato in scienze motorie, tuttora docente presso la Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie di Bologna. con lunga esperienza nei professionisti (da preparatore atletico e dei portieri) fra Lazio, Bologna, Fiorentina, Modena e Salernitana. Con Ferrante la squadra ha preso coraggio e si è disposta meglio in campo, conquistando due vittorie (entrambe in trasferta, contro Trestina e Castelvetro) e quattro pareggi (prestigioso quello casalingo contro il capolista Fiorenzuola), giocandosela sempre contro tutti (fatta eccezione per l'1-4 rimediato a Rimini), ma spesso è stata punita da errori individuali e di reparto che hanno confermato una congenita fragilità strutturale. Il diesse Calzolari è già intervenuto sul mercato riportando a casa (da Sestri Levante, via Imolese) Francesco Bolelli, il centrocampista mancino di gamba che mancava, e l'attaccante di origine albanese Rivolino Gavoci, 26 anni, ex Imolese, prima punta chiamata a dare peso e sostanza a una prima linea un po' leggera , con 15 reti realizzate finora fra i peggiori attacchi del girone. Meritano una citazione il centrale Andrea Bagnai, scuola Fiorentina, e l'efficace esterno destro (alto o basso, fa poca differenza) Federico Melli, forte di trascorsi giovanili nel Bologna e nella Spal. 
 

LA ROSA DEL MEZZOLARA
Portieri: Gianmarco Celeste (1996), Filippo Giannelli (1995), Matteo Malagoli (1995).
Difensori: Andrea Bagnai (1992), Chmangui Said (1996), Davide Dongellini (1998), Gabriele Grandini (2000), Lorenzo Melli (1995), Arian Mrsulja (1998), Andrea Pappaianni (1993), Alex Pelliconi (1999), Luca Menini (1997).
Centrocampisti: Francesco Bolelli (1998), Francesco Menarini (1997), Giovanni Mezzetti (1995), Andrea Mutti (2000), Niccolò Rigon (1999), Romulo Togni (1982), Francesco Tomatis (1997), Alessandro Faiola (1998).
Attaccanti: Rivolino Gavoci (1991), Enrico Raspadori (1997), Emmanuele Tedesco (1998), Christian Tommasini (1998), Carmine De Stefano (1992).

sabato 2 dicembre 2017

Calcio Dilettanti (Serie D) - Il punto e la presentazione del derby Sasso Marconi-Imolese

Nella foto, Luigi Della Rocca (Sasso Marconi) in azione contro la Pianese.

IL PUNTO

Il Sasso vuole farsi un bel regalo di Natale

Tre giornate al termine del girone di andata, con un calendario decisamente stimolante che propone i due attesi derby casalinghi (Imolese e Mezzolara) separati dalla trasferta contro il Romagna Centro. In vista del Natale, un menù che potrebbe rivelarsi brodo grasso per insaporire e rendere ancora più gustosa la classifica dei gialloblù, finora in linea (e forse un pizzico oltre) con le attese d'inizio stagione. Mai dimenticare infatti che il Sasso Marconi ha affrontato lo storico debutto nel campionato di Serie D con la consapevolezza di essere una squadra “work in progress”, da plasmare con pazienza e testare un passo alla volta, sapendo di avere fra le mani un gruppo dalle potenzialità buone ma ancora tutte da esplorare in questa categoria, a parte i tre o quattro riferimenti di esperienza. E mai dimenticare che, per precisa filosofia societaria, si è scelto di conservare, nel budget e nell'organizzazione, uno status prettamente dilettantistico, ad esempio con allenamenti programmati alla sera per venire incontro alle esigenze lavorative del mister e di alcuni giocatori. Ecco, un discorso completamente opposto a quello dell'Imolese, di cui parliamo a parte, e di molte altre squadre che occupano le prime piazze (Fiorenzuola, Rimini, Montevarchi, Sangiovannese, Forlì, Lentigione), forti di tradizioni e ambizioni da autentici club professionistici.
Sasso che cresce. Non solo per i quattro punti raccolti nelle ultime due gare (molto importante, per aumentare l'autostima, il pareggio di Lentigione), per di più mantenendo inviolata la porta di Monari (migliorando decisamente la media dei gol subiti), ma soprattutto per l'equilibrio raggiunto dai gialloblù, solidi e concentrati in difesa (dove giganteggia un imperioso Boccaccini) e comunque pronti a non farsi scappare l'occasione giusta per colpire in avanti, confortati anche dal primo gol di Gigi Della Rocca che va al di là del semplice valore statistico, evidenziando una forma ormai ritrovata che da qui in avanti siamo sicuri si rivelerà “fattore” determinante, se non addirittura decisivo. Inoltre, fa piacere constatare il rapido ambientamento dei giovani, da Tonelli a Piccardi, da Monari a Gyimah, da Iysa a Hinek, e il forte senso di appartenenza di chi, a Sasso, è di casa da sempre, vedi Longhi e Minelli. Quanto all'Imolese, indicata fra le più autorevoli pretendenti alla promozione, è sì avversaria da temere (ha cifra tecnica “illegale” in D) ma che può essere messa in difficoltà approfittando dei (non rari) momenti in cui tende a specchiarsi e a giocare con una certa sufficienza. Mancherà capitan Noselli (squalificato), assenza che non può passare inosservata, e qualche altro giocatore è uscito acciaccato dalla trasferta di Lentigione, ma mister Moscariello e la sua band sapranno fare di necessità virtù. Dai Sasso, facciamoci un bel regalo di Natale!

L'AVVERSARIO – IMOLESE

Nati per vincere, rossoblù sotto pressione

A due anni dalla festa del Centenario (la fondazione risale al 1919), l'Imolese prosegue a passo spedito nel progetto di crescita iniziato quattro anni fa, all'indomani del playoff di Eccellenza vinto sotto la guida tecnica di Franco Farneti, grazie alla dinamica e pretenziosa gestione del presidente Lorenzo Spagnoli, che smessi gli abiti del calciatore (ex capitano rossoblù ma in campo pure nel Cervia che spopolò in tv grazie al reality “Campioni”) sta dimostrandosi anche eccellente dirigente, con passione e competenze in grado di coinvolgere una città da sempre “concentrata” , affettivamente ed economicamente, sui motori: non è un caso che lo stadio “Romeo Galli”, piccolo gioiellino dalla capienza di 3.500 posti, sorga all'interno dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, a pochi passi dalla pit lane. Imolese che ha toccato il suo massimo splendore calcistico prima a cavallo della Seconda Guerra Mondiale (in Serie C dal 1940 al 1949: piccola curiosità, nell'ultimo anno di Terza Serie sedeva in panchina Amadeo Biavati, ala destra del Grande Bologna, con cui ha vinto quattro scudetti, campione del mondo con la Nazionale nel 1938, celebre per il suo “doppio passo”) e poi agli inizi del Duemila (in C2 dal 1999 al 2005, quando venne esclusa per irregolarità nel bilancio e costretta a ripartire dall'Eccellenza). 
Smaltita la cocente delusione della passata stagione, quando un pessimo scorcio finale di campionato, dopo essere stati a lungo protagonisti, relegò i rossoblù al secondo posto (dietro il Ravenna), la società è ripartita con rinnovate ambizioni, protagonista di un mercato in cui non si è badato a spese pur di arrivare a giocatori di spessore quali Franchini, Titone (nella foto a sinistra), Belcastro, Valentini (30enne figlio d'arte: papà Gabriele, ex centrocampista del Cesena Anni 70-80, è tuttora direttore generale del club bianconero), Checchi, per continuare con il “colpo” Garics (per il quale però voci insistenti dicono che la dirigenza stia studiando una “dignitosa” exit strategy) e finire con i recentissimi innesti del portiere Rossi (protagonista in C nel Bassano), del difensore Boccardi (gradito ritorno per l'ex scuola Fiorentina) e del regista Federico Carraro, svincolatosi dal Modena fallito.
La partenza è stata però delle più burrascose, con esonero dell'allenatore (Emanuele Filippini, oltre 200 presenze in A con Brescia, Parma, Lazio, Treviso e Livorno, a Bologna in B nel 2006-2007) ancora prima dell'inizio del campionato e subentro in corsa di Massimo Gadda. “Trauma” che la squadra ha faticato a metabolizzare (due sconfitte nelle prime tre giornate), ma poi alla lunga i valori dell'Imolese sono venuti fuori, specie davanti (secondo miglior attacco del girone), dove il confermatissimo Gustavo Ferretti (El Rulo, il riccio, autore di 6 reti) ha trovato in Belcastro (7 centri, mina vagante sulla trequarti), nelle improvvise accelerazioni di Titone (3 gol) e negli inserimenti del “tuttocampista” Valentini, preziosi alleati. Ma proprio la pressione del dover “vincere a tutti i costi” potrebbe giocare brutti scherzi alla formazione imolese.


LA ROSA DELL'IMOLESE
Portieri: Gia Maria Rossi (1986), Edoardo Mastropietro (1997).
Difensori: Luigi Graziano (2000), Filippo Boccardi (1997), Lorenzo Checchi (1991), Andrea Torta (1989), Gyorgy Garics (1984), Pietro Guatieri (1998), Santiago Ferretti (1995), Pierluigi Montanaro (1999), Alessandro Garattoni (1998), Antonio Boccadamo (1999).
Centrocampisti: Giorgio Galanti (2000), Filippo Pellacani (1998), Michele Valentini (1986), Alessandro Miotto (1998), Nicolò Scalini (1995), Matteo Salvatori (1999), Federico Carraro (1992), Luca Belcastro (1991), Davide Borrelli (1985).
Attaccanti: Raffaele Franchini (1984), Mario Titone (1988), Marco Tattini (1990), Gustavo Ferretti (1984), Rivolino Gavoci (1991).

venerdì 17 novembre 2017

Violenza sui campi, due pesi e due misure


Chi da qualche tempo ha la bontà di seguirmi su questo blog (un numero crescente, constato con piacere) e sa quanto mi stiano a cuore le diverse declinature dell'attività calcistica giovanile, avrà capito che amo parlare e vederci chiaro, evitando le ipocrisie di quel velenoso doppiopesismo giornalistico che fa sì che si parli solo di certe cose e non di altre ugualmente meritevoli di attenzione.
Lasciando per un momento perdere la "tragedia" dell'eliminazione dal Mondiale dell'Italia (qui, in fatto di ipocrisie e doppiopesismo siamo arrivati a percetuali da record, ma prometto con calma di tornarci sopra...), come tutti (purtroppo) sanno è stata la settimana del "fattaccio" di Marzabotto (saluto romano e maglietta provocatoria esibite da un giocatore del Futa 65 dopo il gol che ha deciso la partita) che ha avuto ampia e circostanziata eco mediatica nazionale. E anche qui prendo tempo: perché mi giunge voce di accertamenti e constatazioni che potrebbero un pochettino mutare il (comunque deplorevole e inaccettabile, senza ma e senza se) quadro che ci è stato dipinto.

Non voglio invece far passare sotto silenzio l'ennesimo "bollettino di guerra" pubblicato ieri sul sito della Figc di Bologna. Lo devo, innanzitutto, a due società, Boca e Barca, che qualche settimana fa erano state esposte a pubblico ludibrio sui quotidiani locali per un episodio sì meritevole di censura (battibecchi fra opposte tifoserie al termine di una gara Giovanissimi), ma ridimensionato nella sostanza dopo un'attenta rilettura dei fatti da parte della Commissione d'Appello. Ebbene, scorro il Comunicato n. 19 di ieri e leggo di 12 (!!!) turni di squalifica inflitti a un giocatore della Juniores del San Benedetto Val Sambro, reo di aver insultato con frasi razziste un giocatore avversario di colore che aveva appena segnato una rete e di rivolto, all'atto dell'espulsione, frasi gravemente offensive nei confronti dell'arbitro. Vogliamo parlarne? O ignoriamo solo perché non ci sono filmati al riguardo da mandare in onda nei Tg?
Andiamo avanti. Per scoprire che negli Allievi provinciali al San Donato non è andata meglio. Nell'ordine: dirigente sospeso fino al 30/11 «per gravi proteste nei confronti dell'arbitro»; asisstente all'arbitro sospeso fino al 7/12 «per comportamento irriguardoso nei confronti dello stesso»; 3 giornate di squalifica a tre giocatori della squadra (9 in totale...) perché «a fine gara, nel corrodoio che accede allo spogliatoio dell'arbitro, insieme ad altro giocatori rivolgevano frasi gravemente lesive e offensive nella persona del medesimo, reiterandole per alcuni minuti».
Tav o non Tav (è solo Tavecchio il problema?), qualcuno si degnerà di far entrare anche queste questioni nel futuro programma di rilancio del nostro calcio o, come sempre, andiamo avanti all'insegna del "tutto va bene Madama la Marchesa"? 
Gianluca Grassi       

Calcio Dilettanti (Serie D) - Il punto e la presentazione di Sasso Marconi-Colligiana

 
IL PUNTO

Testa e gambe per riassaporare il dolce gusto della vittoria

Un passo indietro. Per tornare all'obiettivo fissato a inizio campionato dalla società: una salvezza conquistata senza troppi patemi. Ripasso necessario per mettere bene a fuoco l'attuale classifica del Sasso Marconi e non fomentare inutili allarmismi: 16 punti in 14 gare, per una media di 1,14 che ci proietta verso i 43-44 punti finali, ovvero proprio là dove l'anno scorso ci si giocò nel Girone D la permanenza nella categoria. Si soffre, certo, ma non è una novità: perché si sapeva che questa sarebbe stata una stagione di assestamento. E adesso, un passo avanti. Per rendersi conto che d'ora in poi non ci sarà più tempo per avere paura e neppure spazio per calcoli o tatticismi. I gialloblù devono calarsi nel clima di quello che Renzo Ulivieri, all'epoca della sua panchina a Bologna, definì il “torneo dei bar”: bisogna cioé giocare ogni partita come se fosse a eliminazione diretta, con la stessa filosofia degli amatori, impegnandosi per divertirsi, con la giusta carica emotiva ma senza farsi trascinare dalle tensioni. È venuto il momento di mettere quel “qualcosina” in più in ogni zona del campo: più concentrazione in difesa, dove si è capito (anche a San Mauro Pascoli) che il minimo errore viene pagato a caro prezzo; più ritmo sulle fasce, per non subire quello degli avversari; più lucidità a centrocampo, dove mister Moscariello si aspetta un maggior contributo di idee in fase di costruzione; più determinazione e cinismo in attacco, dove Gyimah (in debito con la fortuna), Della Rocca (in crescendo di condizione) e Benatti (smanioso di ritrovare la condizione di inizio campionato) sanno di poter sempre contare sulle invenzioni e la caparbietà di capitan Noselli. La società resta vigile sul mercato e a dicembre non si farà scappare l'occasione per ampliare e irrobustire l'organico, ma nel frattempo, bisogna stare sul pezzo e mettere prezioso fieno in cascina. Dopo la Sammaurese, ecco un'altra diretta concorrente per la salvezza: arriva infatti al Carbonchi l'altalenante, e fin qui deludente, Colligiana. I tre punti (che, detto per inciso, mancano da sette turni: 15 ottobre, Sasso Marconi-Pianese 2-0), in questo caso, valgono doppio. Anche perché da dietro più di una squadra ha cominciato ad accelerare il passo: della Sammaurese, purtroppo, il Sasso ha avuto esperienza diretta, ma anche Castelvetro, Sansepolcro (che ha dilagato sul campo del Romagna Centro) e Correggese hanno compiuto significativi passi in avanti, accorciando di fatto la classifica. Il Sasso Marconi però non deve preoccuparsi degli altri, bensì tirare fuori tutte le sue risorse e andare in campo per fare bottino pieno. Bando alla politica della formichina, bisogna pensare in grande. 
 
L'AVVERSARIO – COLLIGIANA



Toscani alla ricerca di un colpo che li sblocchi

Storia quasi centenaria, quella della Colligiana. L'anno di fondazione del club risale infatti al 1922, quando l'attività calcistica era affiancata anche da quella di ginnastica e ciclismo. Affiliata quasi da subito alla Figc, la Colligiana vanta per lo più tradizione nei campionati dilettantistici e solo nel 2009 è approdata a livello professionistico, disputando due stagioni nella Seconda Divisione (ex C2) di Lega Pro. Esperienza breve e tutt'altro che fortunata, visto che una volta ritornata in D la società è fallita per gravi problemi finanziari e nel 2010 è dovuta ripartire dalla Terza categoria con la nuova denominazione ASD Colle Giovane, per essere poi ammessa l'anno seguente in Eccellenza come ASD Olimpia Colligiana e quindi promossa in D nel 2013. Per il quarto anno consecutivo i biancorossi sono allenati da Stefano Carobbi, ex calciatore professionista che da difensore ha collezionato più di 200 presenze in Serie A con le maglie di Fiorentina, Milan e Lecce a cavallo degli anni Ottanta-Novanta: col Milan ha vinto una Coppa dei Campioni (1990), due Supercoppe Uefa (1989, 1990) e due Coppe Intercontinentali (1989, 1990). Per lui anche 7 presenze nell'Under 21 e 3 nella Nazionale olimpica. Da tecnico si è formato invece nelle giovanili della Fiorentina, iniziando dai Pulcini per finire con i Giovanissimi. L'attuale stagione parla di una Colligiana che stenta a decollare (una sola vittoria nelle ultime 7 partite), specie in fase offensiva: appena 11 le reti messe a segno (6 delle quali da Bigoni, punta di notevole esperienza nella categoria, con ottimo rendimento a Carpi e Pistoia fra il 2008 e il 2013), quarto peggior attacco del girone. Eppure il 4-3-1-2 di Carobbi annovera elementi tutt'altro che sprovveduti, come il trequartista Pietrobattista (cresciuto nel Siena, da dove proviene anche la seconda punta Crisci, 19 anni), il terzino sinistro Benedetti (classe 1998, uscito dalla Primavera della Fiorentina) e soprattutto il 33enne Andrea Cristiano, 239 presenze in Serie B dal 2004 al 2015 con AlbinoLeffe, Ascoli, Empoli, Pro Vercelli e Varese. Va però detto della confortante (quanto sfortunata) prestazione fornita la scorsa settimana contro il capolista Fiorenzuola: gara coraggiosa, giocata a viso aperto, che però è costata l'espulsione (doppia ammonizione) all'esperto difensore Tafi, oggi squalificato insieme al compagno di reparto De Vitis, incorso nel quinto cartellino giallo. Due assenze che potrebbero pesare nell'economia della manovra ospite.  

LA ROSA DELLA COLLIGIANA

Portieri: Tommaso Del Bino (1993), Cesare Squarcialupi (1991).
Difensori: Simone Tinnirello (1998), Paul Brack (1981), Dario Benedetti (1998), Alessandro De Vitis (1994), Manuel Mussi (1992), Niccolò Galasso (1995), Tommaso Pierangioli (1997), Lorenzo Tafi (1991), Nicolò Cecchi (2000), Edoardo Lombardi (1999).
Centrocampisti: Marco Taddei (1999), Antonio Proietti (1997), Tommaso Scortecci (1996), Paolo Di Leo (1998), Edoardo Biagi (1997), Matteo Santi (1996), Andrea Cristiano (1984), Luca Pietrobattista (1988), Samuele Segoni (1999).
Attaccanti: Thomas Braglia (1998), Carlo Bigoni (1987), Francesco Crisci (1999), Mattia Fanti (1997), Yaris Gozzi (2000).

venerdì 10 novembre 2017

Calcio Giovanile - Giovanissimi, stabilita una "lettura" corretta di Boca-Barca Reno


Le parole hanno il loro peso. Noi giornalisti dovremmo saperlo bene, anche se spesso facciamo finta di dimenticarcelo. E dovrebbero averlo insegnato pure agli arbitri, che nel redigere un referto hanno il dovere, se non l'obbligo, di esporre fatti, situazioni e comportamenti nella loro più cruda e veritiera essenza, senza avere la pretesa di interpretarli o, peggio ancora, romanzarli. Come invece non di rado capita: ma dalle parti dell'AIA, nonostante ripetute segnalazioni delle società (una, l'anno scorso, arrivò pure dal sottoscritto: partita Murri-Fossolo, campionato Giovanissimi, con referto arbitrale "dettato" dalla moglie del fischietto presente fra il pubblico e non vi dico cosa saltò fuori...) non ci sentono. Tanto per capirci: "mischia" non fa rima con "rissa". È successo invece così in occasione della "chiacchieratissima" partita fra i Giovanissimi di Boca e Barca Reno, finita al centro di un polverone mediatico (in cui è entrato anche il nostro Bologna Sport Time, che dalle note disciplinari pubblicate nel Comunicato Figc di Bologna era partito per un ragionamento sulla mancanza di cultura sportiva che andava ben oltre l'episodio in questione) che aveva rammaricato non poco soprattutto i dirigenti del Boca, spiaciuti non solo per i pesanti provvedimenti disciplinari presi dal Giudice Sportivo, ma in particolare per la "cattiva pubblicità" data alla società per via di un referto che a loro dire aveva ingigantito e travisato non poco le scaramucce verificatesi al termine dell'incontro.
L'immediato ricorso, preso in esame dalla Corte di Appello Figc di Bologna, ha in effetti ridimensionato la portata dell'accaduto. Ed è buona norma giornalistica riportare la "correzione" dei provvedimenti. Il Boca sottolineava «che l’arbitro avrebbe esagerato nel riportare i fatti accaduti, che non si sarebbe creato nessun clima intimidatorio né nei confronti della squadra avversaria e nemmeno nei confronti dell’arbitro, che in realtà alcuni propri calciatori sarebbero stati oggetto di frasi ingiuriose per motivi razziali inspiegabilmente non avvertite e dunque non riportate dall’arbitro nel proprio referto e che, infine, al termine dell’incontro non ci sarebbe stata alcuna rissa con scambi di colpi violenti fra giocatori e sostenitori delle due squadre». La Corte, letto il supplemento di referto chiesto all'arbitro, ha ravvisato che «non si può effettivamente considerare come una vera e propria "rissa" quelle che lo stesso direttore di gara definisce con il termine "mischie", venutesi a creare a fine partita fra alcuni sostenitori e alcuni calciatori di entrambe le squadre. Per cui anche l’ammenda di € 200 inflitta alla società Boca Calcio risulta eccessivamente afflittiva».
Risultato: ammenda ridotta a € 150, mentre la squalifica ai due ragazzi del Boca che si erano ribellati agli insulti (nel caso di uno, ci sarebbe stato un evidente scambio di persona da parte dell'arbitro, ma la Corte non era in possesso di elementi tali da poterlo provare) è stata ridotta da 5 a 3 giornate. Insomma, la "maretta" c'è stata, improprio però parlare di zuffa e scazzottata da saloon western. Soddisfazione per il presidente del Boca Robert Curia, che insieme ad un altro allenatore della società ci aveva contattati per esternare tutta la sua delusione per l'eccessivo (e improprio) rumore sollevato dalla vicenda. Contenti per lui, e per la lodevole attività che il suo club da anni si sforza di fare in una realtà certo non facilissima, che sia stato negato ed escluso il contatto "fisico" fra le parti.
Resta tuttavia d'attualità il tema di una "agitazione" eccessiva su molti campi. Neanche a farlo apposta, ecco la (triste) conferma che arriva dal Comunicato n.18 di ieri, 9 novembre: fra Juniores, Allievi e Giovanissimi, relativamente alle gare del 4 novembre, si arriva a 35 (!!!) giornate di squalifica, di cui ben 13 comminate per proteste e insulti nei confronti dell'arbitro arrivati a fine gara. Aggiungiamoci le squalifiche di dirigenti e allenatori, che in alcuni casi arrivano fino a metà dicembre, e l'imbarazzante quadro è sotto gli occhi di tutti. Qui, mi spiace, il peso delle parole di un referto c'entra ben poco. Bando allora alle ipocrisie e facciamoci tutti un bell'esame di coscienza (anche chi scrive, perbacco: come genitore-dirigente-giornalista ho più "responsabilità" di altri) e cerchiamo di capire come cambiare strada. Quella giusta, non è certo questa… A disposizione per dare voce, spazio e visibilità a idee e progetti. La chiamata vale anche per Figc e Aia, ovviamente.
Gianluca Grassi

lunedì 6 novembre 2017

Calcio Dilettanti (Serie D) - Le pagelle di Sasso Marconi, Mezzolara e Imolese

Nella foto, Belcastro, unico a salvarsi nel naufragio dell'Imolese a Fiorenzuola

Queste le pagelle delle nostre tre squadre di Serie D tratte dalle pagine di Resto del Carlino e Corriere di Romagna.

SASSO MARCONI

Monari 6,5 - A inizio ripresa spaventa tutti con un'uscita avventata, ma compie almeno un paio di interventi provvidenziali.
Longhi 6 - Quello di terxino non è il ruolo a lui più congeniale, ma si disimpegna con mestiere e non va praticamente mai in affanno.
Boccaccini 6,5 - Ennesima prestazione sontuosa: è lui, per capacità e personalità, il leader difensivo gialloblù.
Zaccanti 6,5 - Con grande mestiere mette un paio di pezze in azioni che avrebbero potuto rivelarsi letali.
Cattabriga 6 - Come Longhi, non è un terzino, ma disputa un primo tempo ordinato e duttile. (1' st Blandamura 6 - Schierato a sinistra nonostante prediliga il piede destro, viene saltato solamente in una occasione).
Tonelli 6 - È lui il polmone della squadra: smista un'infinità di palloni e corre per tre.
Cortese 6 - Non è al top della condizione, ma compie un passo in avanti rispetto alle ultime prestazioni.
Piccardi 6 - Trottolino infaticabile, si rende protagonista di una bella azione a inizio ripresa, purtroppo non conclusa nel migliore dei modi. (7' st Gyimah 6 - Dà vivacità alla manovra offensiva).
Noselli 6,5 - Giocare ogni tre giorni non è semplice, ma alla fine tutte le azioni offensive passano dai suoi piedi.
Benatti 6 - In leggera flessione rispetto a inizio campionato, calcia in porta solo una volta. (20' st Minelli 6,5 - Entra col piglio giusto e sforna un bel cross per Noselli).
Della Rocca 5,5 - Un solo colpo di testa in 60' minuti di gara: deve crescere di condizione per fare la differenza. (31' st Gripshi 5,5 - La palla migliore per la vittoria capita sui suoi piedi, però non concretizza).
fonte Resto del Carlino

MEZZOLARA

Celeste 6,5 - Smanaccia lontano tutto quello che può, ma gli attaccanti del Rimini sbucano da tutte le parti e sono capaci di fare malissimo.
Melli 5 - È costretto a sudare le proverbiali sette camicie per tenere a bada Abdoul e molto spesso non gli riesce.
Bagnai 5 - Appare più solido rispetto al compagno di reparto, anche se i risultati non sono dei migliori. La rapidità di Ambrosini lo manda spesso in tilt.
Chmangui 5 - Alle difficoltà nel mettere la museruola agli avversari, si aggiungono quelle banali imprecisioni che rendono la sua domenica non esaltante.
Menini 5,5 - Ha meno grattacapi rispetto al compagno che viaggia sulla corsia opposta.
Rigon 5 - È praticamente costretto a stendere Cicarevic lanciato a rete al limite dell'area, beccandosi un "rosso" inevitabile.
Menarini 6 - Bello e inizialmente prezioso il suo gol dopo appena 12 minuti. Ma la festa finisce presto. (6' st Mezzetti 5,5 - Entra nella ripresa quando ormai tutto in mezzo al campo è terribilmente complicato).
Togni 5,5 - Prova a metterci qualità, ma spesso sbatte sul muro degli avversari. (42' st Mutti ng).
Saccà 6 - Quando mette il turbo crea sempre preoccupazione alla difesa romagnola. (36' st Raspadori ng).
Tommasini 5,5 - Sui suoi piedi non arrivano troppi palloni giocabili. Fa quello che può. (35' st Tedesco ng).
Karapici 5,5 - Si accende e si spegne senza trovare continuità. (28' st Faiola 5,5 - Nulla aggiunge a una partita che lo vede entrare a giochi fatti).
fonte Resto del Carlino

IMOLESE

Mastropietro 5 - Passa dal "concorso di colpa" sul primo gol alla dormita sul secondo.
Checchi 5 - Fa sfilare il cross di Nava anziché attaccare la palla. Errore fatale: Bigotto ringrazia.
S. Ferretti 5 - Inizialmente sembra cavarsela, poi crolla.
Garics 5,5 - L'ennesima partita da "niente di che", né come terzo centrale né come terzino destro.
Garattoni 5 - Di Leo ha la stessa fretta di espellerlo di chi chiude la valigia per le vacanze, ma fino a quel momento era stato un treno senza stazione.
Pellacani 4,5 - Brutta la vita quando attorno a te tutto scorre tantom troppo veloce. Un'ora di gioco in balia degli avversari. (16' st Galanti 6 - Entra e prova a darci dentro. Ma non può essere lui a cambiare la storia).
Valentini 5 - Dopo il quasi-gol dopo neanche un minuto, passa una partita a rincorrere.
Belcastro 6 - Primi 15 minuti da satanasso, nella ripresa segna il quarto gol stagionale che gli vale la suficienza. (40' st Salvatori ng: spiccioli).
Montanaro 5 - Sempre e comunque in sofferenza. (18' st Boccadamo 5: idem).
G. Ferretti 5 - Fa felice il pubblico di casa che lo becca dal 1', memore dei 6 gol subiti da lui nei due incroci dello scorso anno. (32' st Gavoci ng: poco da segnalare).
Titone 4,5 - Una domenica da accartocciare insieme alla palla-gol che doveva spedire in rete. (10' st Scalini 5: prova, senza riuscirci, a contenere la marea piacentina).
fonte Corriere di Romagna



 









Calcio Dilettanti (Serie D) - Le tre formazioni bolognesi portano a casa soltanto un punto

Nella foto, Della Rocca (Sasso Marconi)

È solo grazie al pareggio a reti bianche fra Sasso Marconi e Vigor Carpaneto che le tre bolognesi raccolgono un misero punticino nella tredicesima giornata del campionato di Serie D. Con identico punteggio (1-4) vengono infatti travolte in trasferta sia Mezzolara (a Rimini) che Imolese (a Fiorenzuola): impegni sulla carta proibitivi, ma dai quali, specie in casa imolese, ci si attendeva almeno un atteggiamento più volitivo e propositivo.
Queste le formazioni schierate:

Sasso Marconi-Vigor Carpaneto 0-0
SASSO MARCONI (4-1-3-2): Monari - Longhi Boccaccini Zaccanti Cattabriga (1' st Blandamura) - Tonelli - Benatti (20' st Minelli) Cortese Piccardi (7' st Gyimah) - Della Rocca (31' st Gripshi) Noselli.
All. Moscariello

Sasso fin troppo guardingo e raramente pericoloso, Carpaneto che prima ci ha provato e poi si è accontentato del pari. Gialloblù meglio nella seconda parte di gara (occasioni per Della Rocca, Noselli e Gripshi), ma il portiere ospite Mercuri mantiene inviolata la propria porta. Le tre gare in una settimana si sono fatte sentire su entrambi i fronti.

Rimini-Mezzolara 4-1
MEZZOLARA (4-3-3): Celeste - Melli Bagnai Chmangui Menini - Rigon Menarini (6' st Mezzetti) Togni (42' st Mutti) - Saccà (36' st Raspadori) Tommasini (35' st Tedeschi) Karapici (28' st Faiola).
All. Ferrante
Reti: 12' pt Menarini (M), 32' Buonaventura (R), 36' Cicarevic (R); 21' st Buonaventura (R), 34' Ambrosini (R).
Espulso al 16' st Rigon (M).

Mezzolara intraprendente e per nulla intimorito dal blasone dell'avversario per la prima mezz'ora e addirittura in vantaggio con Menarini che dalla distanza beffa Scotti. Poi i romagnoli prendono il sopravvento e nella ripresa, complice anche la superiorità numerica, dilagano. Devastante il tandem offensivo riminese composto da Buonaventura e Ambrosini.

Fiorenzuola-Imolese 4-1
IMOLESE (3-5-2): Mastropietro - Checchi S. Ferretti Garics - Garattoni Pellacani (16' st Galanti) Valentini Belcastro (40' st Salvatori) Montanaro (18' st Boccadamo) - G. Ferretti (32' st Gavoci) Titone (10' st Scalini).
All. Gadda
Reti: 25' pt Bigotto (F); 5' st Collodel (F), 13' Bramante (F), 15' Belcastro (I), 21' Bigotto (F).
Espulso al 20' st Garattoni (I).

I rossoblù di Gadda falliscono clamorosamente la prova-verità contro il forte Fiorenzuola che si conferma leader tutt'altro che casuale, mentre la formazione imolese, dopo un avvio incoraggiante, resta travolta dalla spietata danza ritmata dei piacentini, superiori per qualità e velocità di palleggio. E domenica prossima arriva al Galli il Rimini: urge rimboccarsi subito le maniche e lavorare a testa bassa. Contro certe avversarie non si può giocare a sprazzi. 




sabato 4 novembre 2017

A proposito della (presunta) rissa fra Boca e Barca Reno (Giovanissimi provinciali Bologna)

Piccola precisazione: l'immagine è generica e non riguarda le due società citate nell'articolo

Riguardo l'articolo che avevo pubblicato la scorsa settimana (Anna Frank, il Modena, due squadre di Giovanissimi), ricevo e molto volentieri pubblico l'intervento di un allenatore del Boca che tiene a fare alcune precisazioni sugli incidenti scoppiati al termine di Boca-Barca Reno, gara del campionato provinciale Giovanissimi di Bologna. È con grossissima soddisfazione che registro interesse per un tema a me assai caro (da giornalista, dirigente e genitore) come l'educazione sportiva dei nostri ragazzi e nelle parole di questo allenatore noto con piacere la volontà di impegnarsi seriamente contro certe derive e immotivate esasperazioni che di frequente colpiscono il mondo del calcio giovanile. Nulla da obiettare quindi sull'intervento dell'amico Giuseppe (gli faccio però notare che anche "soli" 5 minuti di fomento non sono giustificabili), che anzi ringrazio, ma leggendo i suoi accorati appunti un dubbio mi sorge spontaneo: dal momento che ho integralmente trascritto, nel raccontare i fatti, quanto riportato nel Comunicato della Figc Bologna in merito ai provvedimenti presi dal giudice sportivo (trattasi di documento ufficiale, quindi nessuna divulgazione da parte mia di informazioni scorrette o inventate), mi chiedo a questo punto se le sanzioni (vedi multe e squalifiche) siano state prese in base a una lettura corretta dell'episodio o prendendo un solenne abbaglio a fronte di un referto arbitrale colpevolmente "ingigantito". Il che, proprio perchè come spiega Giuseppe ci sono persone che sul campo si danno da fare per trasmettere certi valori, sarebbe assai grave. In ballo ci sono i soldi, l'onore e la credibilità di due società, mica poco.  
Come è grave quanto accaduto, ahimè, la scorsa settimana nel derby Allievi provinciali fra Mezzolara e Budrio, con partita che rischia di finire 0-3 a tavolino perché qualche solerte (o malizioso?) dirigente del Budrio (ultimo in classifica, mentre il Mezzolara veleggia nelle primissime posizioni) ha pensato bene di far misurare all'arbitro l'altezza delle porte del prima del via, riscontrando una misura inferiore a quella regolamentare (il Budrio parla di 8 centimetri, in realtà pare molto meno...) e a questo punto facendo sospendere la gara. In attesa di conoscere i provvedimenti del Giudice, mi sia permesso dire (e mi piacerebbe conoscere in medrito anche l'opinione di Giuseppe) che l'episodio rischia di diventare un precedente molto pericoloso: le regole ci sono e vanno rispettate, questo è fuori di dubbio, ma cosa succederebbe se da questo week-end tutti (e dico tutti...) i dirigenti si presentassero col metro in mano per misurare campo, porte, vie di fuga, distanze dalle recinzioni, eccetera eccetera? Azzardo: il 50% delle partite verrebbe sospeso. Pignolerie, assenza di controlli federali, misere furbate? Dite la vostra scrivendo a: grassi.maiardi@alice.it oppure grassi.maiardi@gmail.com        

Ecco il testo della mail inviatami da Giuseppe Palumbo:
Salve, navigando sul web ho trovato un articolo riguardante la "rissa" avvenuta 2 settimane fa tra Boca e Barca Reno. Partendo dal presupposto che ritengo giusti i principi esposti nell'argomento, ci tengo a precisarle che gli avvenimenti non sono assolutamente successi come da lei descritti. Seppur i comportamenti degli adulti sono stati indecorosi rispondendo (verbalmente) alle provocazioni dei ragazzini, non c'è stata alcuna rissa né tantomeno spintoni. Solo una serie di orrende offese verbali in presenza di bambini. Durante la partita non mi è parso di udire minacce e i genitori hanno iniziato a litigare tra loro (verbalmente) solo nel post-partita, non coinvolgendo in alcun modo l'arbitro. Io comprendo che le informazioni in parte sono state prese dal referto arbitrale, ma ingigantire la questione non mi sembra una mossa corretta nei confronti di chi cerca di operare per evitare queste spiacevoli situazioni. C'è gente che ha operato per mantenere calma, che lavora ogni giorno per insegnare ai ragazzi rispetto ed educazione, ho fatto il possibile personalmente per evitare che si verificasse il peggio, sono stato presente fino a quando entrambe le squadre hanno abbandonato la struttura e posso garantire che dopo i primi 5 minuti di fomento iniziale la situazione si è stabilizzata.
Io ho 24 anni e troppo spesso sono costretto a comportarmi da adulto perchè gli altri non si comportano da tali. Confermo che è stata una delusione vedere quei comportamenti da parte di adulti e ragazzi e sarò felice di lavorare per evitare che ciò riaccada, ma definisco una sconfitta la divulgazione di informazioni non corrette: non mi aiuta nel mio lavoro di educatore, anzi mi penalizza, e se i ragazzi non credono in me come educatore i suoi articoli sulla morte dello spirito dello sport tenderanno ad aumentare, provocando un effetto contrario di quello desiderato.

Mi scusi se l'ho disturbata, volevo semplicemente esporre il mio punto di vista sulla questione. Trasmettere valori, insegnare educazione e rispetto a volte sembra utopico, ma lo è semplicemente perchè ci sarà qualcuno, vicino o lontano che ti rema contro. Grazie mille per l'attenzione.

Palumbo Giuseppe - Allenatore 2006, preparatore atletico 2003 Boca

Calcio Dilettanti (Serie D) - Il punto e la presentazione di Sasso Marconi-Vigor Carpaneto

Nella foto, Matteo Boccaccini (Sasso Marconi)

IL PUNTO di Gianluca Grassi

È l'ora della verità, serve un segnale “forte”

Siamo arrivati a un terzo del cammino, la strada è ancora lunghissima, ma sapendo leggere fra le righe il campionato comincia a mandare segnali abbastanza chiari. Dopo il turno infrasettimanale, la classifica delinea valori inequivocabili: l'autorevolezza del terzetto di testa (e smettiamola di bollare il neopromosso Villabiagio come una sorpresa...), la ripresa dell'Imolese (dove la cura-Gadda, applicata a un organico di categoria superiore, comincia a dare i frutti sperati), la tenuta di Romagna Centro e Montevarchi e qualche affanno in più del previsto per Sangiovannese e soprattutto Lentigione (ma sulla sconfitta interna contro il Rimini pesa un rigore contestatissimo). Alle spalle di queste otto, pare un altro campionato, guidato da quel Forlì che ha deciso di affidarsi a un “mago” della D come Eugenio Benuzzi per dare mordente e concretezza a una formazione spaurita e disorientata dalle alchimie tattiche di Bardi. E il Sasso? Che la trasferta sul campo del Villabiagio fosse proibitiva, lo si sapeva. Ci si sono messe pure le assenze per squalifica di Cortese e Della Rocca (che tornano comunque subito a disposizione di Moscariello), ma il crollo che nel primo tempo, in appena 7 minuti (dal 19' al 26'), ha portato i gialloblù sotto di tre reti, è arrivato del tutto inatteso, anche perché la squadra non era partita affatto male, sprecando una clamorosa palla-gol con Tonelli al 4'. Peccato di gioventù, ha spiegato il mister nel dopopartita. Una lacuna che va colmata in fretta, perché questa è la Serie D, ovvero un torneo dall'approccio professionistico al di là dell'etichetta, e bisogna fare l'abitudine a certe pressioni, a certi ambienti “caldi” e all'esperienza di avversari che non ti perdonano il minimo errore e la minima esitazione, come è successo mercoledì alla nostra difesa di fronte a due avvoltoi d'area di rigore come Cardarelli e Brunori Sandri. L'impressione è che, dopo le schermaglie iniziali, si stia entrando nel “vero” campionato a cui è destinato il Sasso insieme ad altre 10-12 squadre: un cammino insidioso, fatto di battaglie all'ultimo respiro, dure ed equilibrate, dove la concentrazione va mantenuta ai massimi livelli dall'inizio alla fine. Immagine del confronto di oggi contro la Vigor Carpaneto, avversaria annunciata in salute: in palio tre punti pesantissimi che vanno sottratti a una potenziale rivale nella corsa alla salvezza. Serve un segnale “forte” da parte di squadra, società e sostenitori. Una sorta di chiamata alle armi per trasformare il Carbonchi in un'arena infuocata. 
 
L'AVVERSARIO DI OGGI – VIGOR CARPANETO



Rossini vuol scrivere un'altra musica


La Vigor Carpaneto (fino al 2014 Asd Calcio Carpaneto) è una delle società storiche della provincia di Piacenza: la sua fondazione risale infatti al 1922, stesso anno del Fiorenzuola e tre dopo il Piacenza. Salvo rare eccezioni, fino agli Anni 40 la squadra era composta prevalentemente da giocatori del paese e per due decenni ha militato in Seconda categoria. Dal 1960 in poi, il progressivo salto di qualità, favorito anche dall'inaugurazione del campo “Ranza” che fino al Duemila è stato il rettangolo di gioco sul quale tanti ragazzi di Carpaneto hanno iniziato e svolto la loro attività sportiva: nel 1966-67 l'approdo in Prima categoria e dieci anni dopo, con Sandro Demicheli presidente e Mario Gabbiani in panchina, il passaggio in Promozione. È il periodo di maggior seguito da parte del paese verso la squadra di calcio, anche per i risultati conseguiti. Poi la Vigor ripiomba nel retrobottega dei campionati dilettantistici, senza particolare gloria, finché nel 2012-13 inizia l'era del presidente Giuseppe Rossetti, coincisa con un'ascesa senza sosta verso i massimi livelli. Con l'avvento dell'imprenditore locale, infatti, il Carpaneto ha conquistato un tris di promozioni consecutive, passando in tre anni dalla Seconda categoria all'Eccellenza. Memorabile la stagione 2014-2015, con la vittoria del campionato a Brescello nello scontro diretto disputato davanti a 800 persone e il bis sfiorato nella finale di Coppa Italia persa ai rigori a Bagnolo contro il Granamica. Una stagione di assestamento e l'anno scorso i biancazzurri sono ripartiti con rinnovate ambizioni di vertice, che poi hanno trovato conferma nella storica promozione in Serie D ottenuta con due giornate di anticipo.
 
L'attuale cammino del Carpaneto è stato invece contraddistinto finora da un'accentuata discontinuità di risultati, che a inizio ottobre è costata il posto al tecnico Mantelli, rilevato da Stefano Rossini (nella foto), 46 anni, ex difensore professionista negli anni Novanta-Duemila (Inter, Parma, Udinese, Piacenza, Atalanta e Genoa le tappe più significative della sua carriera, in cui ha vinto anche l'Europeo 1992 con l'Under 21). Altro problema, la lunga lista di infortuni che ha tolto di mezzo giocatori importanti come il portiere Terzi, l'attaccante Raggi e, più recentemente, la coppia Rantier-Sylla (con 7 reti miglior marcatore della squadra), principali riferimenti offensivi dei piacentini. È però possibile che oggi i due siano della partita (l'esterno francese Rantier, lanciato dall'Atalanta, ha collezionato 113 presenze in B con Vicenza, AlbinoLeffe, Verona e Piacenza). Per il resto, un 4-4-2 giovane (da seguire il centrocampista Tinterri, 19 anni, e il difensore scuola Reggiana Zito, 18), dinamico, che punta sulla forza del collettivo e mercoledì ha messo in seria difficoltà il capolista Fiorenzuola.

LA ROSA DELLA VIGOR CARPANETO
Portieri: Luca Buzzoni (1999), Andrea Errera (1999), Simone Mercuri (1996), Alessandro Terzi (1998).
Difensori: Filippo Alessandrini (1991), Samuele Barba (1993), Marco Fogliazza (1991), Domenico Murro (1999), Federico Riceputi (1997), Aslem Zito (1999), Davide Zuccolini (1995).
Centrocampisti: Cristiano Colla (1993), Dario Mastrototaro (1993), Stefano Mauri (1988), Giacomo Rossi (1999), Davide Tinterri (1998), Federico Abelli (1997).
Attaccanti: Luca Franchi (1986), Andrea Lucci (1989), Matteo Raggi (1997), Julien Rantier (1983), Matteo Terranova (1999), Alessandro Minasola (1996), Chelik Youssouph Sylla (1998).
 




venerdì 27 ottobre 2017

Anna Frank, il Modena, due squadre di Giovanissimi


L'oltraggio laziale alla memoria dell'ebrea Anna Frank. Il fallimento annunciato del Modena Calcio. La rissa nel bolognese fra i Giovanissimi provinciali di Boca e Barca Reno. In meno di una settimana, il calcio ha dato il peggio di sè. E i tre episodi sono in relazione molto più stretta di quanto possa sembrare. Ciò che li unisce è il mortificante deserto valoriale che accompagna l'evento, la gestione, la pratica. Lo "sport per tutti, di tutti e con tutti" è diventato in realtà becera nicchia di violento fanatismo, di sfacciato utilitarismo, di malsano qualunquismo, di irridente protagonismo. Ore e ore a (s)parlare (radio, tv, web, poco importa) senza che si faccia seriamente cultura sportiva, travolti da uno tsunami di immagini e opinioni fine a se stesse, proni alla logica dell'apparire e quanto mai fragili alla prova dell'essere. Tu chiedi a un tredicenne, magari laziale, magari di quelli fermati (a caso…) dalla Digos, chi era Anna Frank: e lui, forse, non ti risponderà. Tu chiedi ai tanti improvvisati faccendieri che infestano il nostro calcio (Caliendo e Taddeo sono in ottima compagnia) il progetto che hanno per un Modena qualsiasi: e loro, abilissimi Caronti del nulla, ti condurranno fra le anime dannate dell'Inferno pedatorio. Tu chiedi a tuo figlio perché gioca a calcio: e forse ti risponderà che lo fa per diventare campione e far contenti papà e mamma. Costi quel che costi. Anche a prezzo di una vergognosa rissa come quella a cui hanno dato vita sabato scorso a Bologna i Giovanissimi di Boca e Barca Reno. Bilancio: 200 euro di multa al Boca, perché durante la gara una ventina di sostenitori offendevano e minacciavano gravemente l'Arbitro, incitando i propri calciatori a protestare contro ogni sua decisione, creando peraltro un clima teso e aggressivo anche nei confronti dei calciatori avversari. A fine gara alcuni genitori dei calciatori venivano alle mani con i genitori dell'altra squadra creando, una vera e propria rissa; 100 euro di multa al Barca Reno, perché a fine gara alcuni genitori dei calciatori venivano alle mani con i genitori dell'altra squadra creando una vera e propria rissa; squalifica fino al 26 novembre al dirigente del Boca addetto all'arbitro, perché non tutelava l'arbitro nel tragitto campo-spogliatoio, in quanto il direttore di gara era oggetto di gravi minacce e offese da parte di alcuni tesserati; squalifica fino al 16 novembre all'allenatore del Boca, per comportamento intimidatorio nei confronti dell'arbitro; squalifica di 5 giornate ciascuno a due ragazzini del Boca che a fine gara, insieme ad altri compagni (peraltro non riconosciuti dall'arbitro), circondavano lo stesso proferendo al suo indirizzo frasi gravemente minacciose e offensive.
Anna Frank, il Modena, due squadre di Giovanissimi che vanno alla guerra: se questo è sport...
Gianluca Grassi

giovedì 26 ottobre 2017

Bologna, una sconfitta che parla


Bologna-Lazio il giorno dopo. Una sconfitta che brucia, dice Donadoni. Che dalla sua squadra, dopo il primo gol, si aspettava un altro tipo di reazione. Diversa la mia lettura. Il ko interno contro la Lazio (una Signora Lazio, almeno per un'ora) potrà anche bruciare, perché in fondo il pareggio non sarebbe stato uno scandalo, ma almeno ha il pregio di "parlare". Dando indicazioni sulle quali  conviene ragionare, soprattutto pesando a quel che sarà, o dovrebbe cercare di essere, il mercato-invernale del Bologna.
Il sunto del mio discorso è che la coperta rossoblù è molto più corta di quanto non dica l'attuale pletorica rosa, infarcita di tanti giocatori che la scorsa estate la stessa società non esitava a definire "esuberi" e che invece, per un motivo o per l'altro, sono rimasti. Peraltro come semplici "numeri" di maglia. Perché Krafth non vale Mbaye e forse neppure un Torosidis appena appena in salute. Perché De Maio (e Gonzalez) fanno rimpiangere assai il Maietta cristallo di Boemia. Perché Crisetig non ha l'impatto né caratteriale né fisico di Pulgar, fondamentale per fare schemo davanti alla difesa, e nel contempo Pulgar non vale Poli (inamovibile) nel ruolo di interno destro. Perché Krejci, inutile girarci attorno, non ha la propensione offensiva di un Di Francesco (nel 4-3-3, in prima linea, non basta correre e rincorrere: prima o poi, la porta devi pure guardarla…). Perché a Masina (che si applica e ci prova, da bravo ragazzo qual è) il salto di qualità non riesce: prima era un (forte) dubbio, ora è una (acclarata) certezza. Perché questo Destro, finché il "nonno insuperabile" (Palacio) sarà sorretto dalle attuali scariche adrenaliniche, fa fatica perfino a essere considerato una seconda scelta (da 2 milioni di euro l'anno, pensa te…). E non oso immaginare cosa succederebbe se un giorno si materializzasse in campo il fantasma di Avenatti, magari azzeccando il gol alla prima mossa (hai visto mai…).
Ergo: prima di parlare di Europa (boutade che solo l'agonizzante Corriere dello Sport-Stadio può ipotizzare), sarà meglio vaccinare contro l'influenza la ristretta base titolare e magari pensare in fretta di mettere un rabbocco di carburante nel serbatoio di Donadoni. Nel Gp di Serie A il Bologna ha dimostrato di poter andare a punti (9°-10° posto?) e sarebbe un peccato restare senza benzina in vista del traguardo di maggio.
Gianluca Grassi

Calcio Dilettanti - Gli highlights dell'ultimo match della Sangiovannese, prossimo avversario del Sasso Marconi

Calcio Giovanile - Sasso Marconi-Bologna, parte il progetto BFC365


La mail di conferma è stata appena spedita. Il settore giovanile del Sasso Marconi entra a far parte del progetto “BFC365” che il Bologna Football Club 1909, su forte spinta del presidente Joey Saputo, ha proposto a tutte le società dell'hinterland felsineo. Una collaborazione che, come ha spiegato il responsabile del vivaio rossoblù Daniele Corazza nell'incontro di presentazione che si è tenuto allo Stadio Dall'Ara il 16 ottobre, si basa su presupposti molto diversi rispetto al passato. Nessuna finalità di marketing o merchandising (leggi acquisto “obbligato” di abbigliamento ufficiale Bfc), nessun costo di affiliazione. Bensì la concreta possibilità di usufruire, in modi e tempi diversi nell'arco di tre anni, dell'intero “know-how” del Bologna Fc in materia di calcio giovanile. Che tradotto, significa: corsi organizzati per tecnici-educatori, per preparatori atletici e dei portieri, per affinare la ricerca del talento sul territorio (scouting) e per conoscere le metodologie di allenamento del Bologna; visite concordate al Centro Tecnico Galli; tornei e partite specifiche per le società affiliate; visibilità su Bfc Tv; crescita e sviluppo dei giovani più promettenti; interazione con la realtà dei Montreal Impact; biglietti omaggio per assistere alle partite del Bologna in specifici settori riservati; possibile contributo economico che suggelli in modo concreto l'accordo e l'eventuale scambio di giocatori; sbocchi lavorativi all'interno del Bologna calcio. Una volta stipulata la convenzione e designati per ciascuna società i referenti del progetto (per il Sasso Marconi sarà Pietro Pistone, allenatore dei Giovanissimi interprovinciali 2004, con la supervisione di Lorenzo Legnani), il piano diventerà operativo del primo dicembre, per poi tracciare a fine giugno una prima valutazione degli obiettivi raggiunti. Uno stimolo in più per la società del presidente Alessandro Pozzi e del dg Giancarlo Ducci, che non ha voluto farsi sfuggire questa importante opportunità di crescita, di sviluppo e di miglioramento della propria attività, conscia che il costante aggiornamento e il puntuale confronto con una realtà così qualificata come il Bologna possa portare innegabili benefici alla proposta formativa ed educativa rivolta dei 320 ragazzi tesserati quest'anno (prima squadra e Juniores esclusi dal conto).

Calcio Dilettanti (Serie D) - Il punto e la presentazione di Sasso Marconi-Sangiovannese


IL PUNTO

Cinismo fa rima con ottimismo

I numeri parlano chiaro. Il Sasso è, per ora, una squadra “da viaggio”. Dei 14 punti fin qui raccolti, ben 10 sono arrivati infatti dalle trasferte (vittorie con Montevarchi, Correggese e Castelvetro, pareggio a reti bianche domenica scorsa a Ponte Egola con il Tuttocuoio, pesante “manita” incassata a Fiorenzuola) e soltanto 4 quelli raccolti sul terreno (poco) amico del Carbonchi: una vittoria con la Pianese, un punto con il Sansepolcro e tre ko con Trestina, Rimini e Forlì. Una sorta di reazione allergica all'aria di casa che va curata quanto prima, perché più avanti certi punti lasciati per strada potrebbero suscitare parecchi rimpianti (emblematica la sconfitta infrasettimanale contro Forlì, con tanto di palo, rigore sbagliato e infruttuosa superiorità numerica per tutto il secondo tempo). La Sangiovannese offre però subito l'occasione per ribaltare il negativo trend interno. Attenzione, trattasi di avversario da maneggiare con cautela (seconda miglior difesa del girone e soprattutto nessuna sconfitta esterna, a fronte di 3 vittorie e 2 pareggi), ma i gialloblù di Moscariello, più che guardarsi dalle indubbie qualità dei toscani, devono scommettere sulla propria capacità di fare gioco (Cortese e Tonelli, in materia, possono fare la differenza) e creare palle-gol, ritrovando magari quel cinismo e quella precisione sotto porta che sono mancate (vuoi per sfortuna, vuoi per errori di mira) nelle ultime due gare. Il potenziale offensivo garantito da Noselli, Benatti, Gyimah, Gripshi e Della Rocca (Gigi sta mettendo insieme sempre più minuti nelle gambe e una bella iniezione di fiducia gliela regalano anche i ragazzini del settore giovanile con i quali ha iniziato a lavorare durante la settimana, accettando con entusiasmo di affiancare i vari allenatori) è decisamente tanta roba per la categoria. Si tratta solo di ritrovare un pizzico di convinzione e scioltezza al momento di concludere a rete. Da sottolineare anche la crescita esponenziale di Matteo Boccaccini, valore aggiunto in difesa e all'occorrenza... prezioso bomber di scorta. Insomma, match tutto da gustare. Come le prelibatezze a base di tartufo che invaderanno le strade di Sasso nella TARTUFESTA programmata per questo e per il prossimo weekend (e in aggiunta, il primo novembre).


L'AVVERSARIO – SANGIOVANNESE

La favola di Sarri ha avuto inizio qui

Il pallone racconta di una storia affatto banale, quella iniziata nel 1927 a San Giovanni Valdarno per merito dell'avvocato Alfredo Merlini. Perché i 90 anni di vita del club biancazzurro sono stati attraversati da personaggi di chiara fama, che qui hanno trovato l'ideale trampolino di lancio verso prestigiosi traguardi calcistici. All'inizio del Duemila, il decennio d'oro che porta la Sangiovannese a un passo dalla Serie B: prima la promozione in C2 firmata nel 1999-2000 da Leonardo Acori (in seguito protagonista nel torneo cadetto sulle panchine di Rimini e Livorno), poi il timone affidato nel 2002 a un altro tecnico rampante come Giuseppe Sannino (sesto posto finale, con attacco composto nientemeno che da Ciccio Baiano e dal “barba” Moscardelli), quindi nel 2003 la scoperta di tale... Maurizio Sarri, ex impiegato di banca che in tre stagioni aveva condotto il Sansovino dall'Eccellenza alla C2. Scelta che si rivela vincente, perché questo carneade maniaco degli schemi sulle palle inattive (e che per questo all'epoca suscitava in tribuna stampa battutine ironiche e maliziose) trascina subito la Sangiovannese in C1 e l'anno seguente si piazza ottavo. Sissignori, quel Sarri che ha modellato il Napoli-spettacolo e che adesso fa scuola, tanto che il collega Pep Guardiola lo pone fra i più bravi d'Europa. Tornando alla Sangiovannese, un'altra stagione di gloria con Piero Braglia in sella: giugno 2006, mentre l'Italia di Lippi dà la scalata al quarto titolo iridato, i biancazzurri si fermano a un passo dalla B, sconfitti nella semifinale playoff dal Frosinone che poi salirà. Ultimi bagliori prima del fallimento datato 2011 che costringe i toscani a ripartire dall'Eccellenza. Oggi parliamo di una squadra che, ripescata in estate, ha cambiato radicalmente volto (21,7 anni l'età-media della rosa), mixando giovani promesse (vedi il laterale sinistro Nannini, classe 1999, cresciuto nelle giovanili di Fiorentina e Prato, bravo in entrambe le fasi, e l'esterno offensivo Kernezo, 20 anni, proveniente dal Pisa) a giocatori di lungo corso come il centrale Calori (37 anni, ex Poggibonsi, 18 presenze in B nel Mantova 2007-08 e 234 fra C1 e C2 con le maglie di Sangiovannese, Pisa, Perugia, Taranto e Giacomense) e i mastini di centrocampo Mugelli (91) e Scoscini (90). In prima linea, occhi puntati sul puntero Jukic (1993, attaccante centrale arrivato dall'Almas Roma) e sul trequartista italo-albanese Keqi (1996), entrambi autori di 3 reti, terminali del 4-2-3-1 (variabile in 4-3-1-2) prescelto dal tecnico Agostino Iacobelli, 54 anni, originario di Torre del Greco.

LA ROSA DELLA SANGIOVANNESE
Portieri: Thomas Scarpelli (1993), Andrea Valoriani (1997).
Difensori: Matteo Bini (1996), Simone Calori (1980), Lorenzo Bindi (1998), Cosimo Nannini (1999), Francesco Testi (1998), Christian Kouaido (1998), Federico Papini (1999), Giovanni Bilaj (1998).
Centrocampisti: Emanuele Bindi (1998, Samuele Mugelli (1991), Manuel Sinatti (1997), Tommaso Lunghi (1999), Matteo Scoscini (1990), Niccolò Mazzeschi (1999), Lorenzo Bordo (1996).
Attaccanti: Daniele Bucaletti (1996), Massimo Camilli (1995), Kristian Keqi (1996), Andrea Jukic (1993), Andrea Sichei (1998), Gianmarco Regoli (2000), Gabriele Kernezo (1997).

lunedì 25 settembre 2017

Fassone, quando i numeri possono più degli uomini


«Dopo sei gare, non posso accettare due ko. Non può diventare una routine. Tanto più che la Samp credo non sia dello stesso livello del Milan: sono un uomo di numeri e so che hanno un fatturato che è un terzo del nostro» (fonte QS- Resto del Carlino)
Marco Fassone, ad del Milan, dopo la partita persa contro la Sampdoria

Ora, caro Fassone, detto che evidentemente i soldi non portano in dote neppure un certo stile nell'accettare il risultato (com'era quella canzone? Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere…), mi lasci ribattere che è una fortuna che a scendere in campo non siano i fatturati e il (presunto) potere che ne dovrebbe derivare. Anche il Bologna non mi risulta fatturi le vostre cifre, eppure per 80 minuti ha dato una bella lezione di calcio all'Inter. E che dire della Spal che sabato stava per inchiodare sul pari il Napoli? Meno male, altrimenti sa che noia il campionato…
Se ne faccia dunque una ragione: la Sampdoria ha battuto il Milan perché è squadra ben costruita (in economia, mica è un delitto) e ancor meglio allenata. Bravo chi ha scelto giocatori e tecnico. Più bravo magari anche di lei, che pur col portafoglio stragonfio di bigliettoni non se ne è uscito con un Milan-capolavoro. Che vuole, capita anche sbagliare. Siamo uomini. Non numeri. 

Calcio Dilettanti (Serie D) - Le pagelle della 5a giornata di Imolese, Mezzolara e Sasso Marconi

Sopra, Titone dell'Imolese.

Queste le pagelle delle tre squadre bolognesi impegnate nella 5a giornata del campionato di Serie D, girone D. Sono tratte dalle cronache pubblicate su Corriere di Romagna e Resto del Carlino.

Imolese-Tuttocuoio 2-0
Imolese (4-3-1-2): Mastropietro - Garattoni Garics Torta Boccadamo - Guatieri (48' st Galanti) Borrelli (42' st Miotto) Valentini - Belcastro (32' st Scalini) - Titone Gavoci (22' st Tattini).
Reti: 24' pt Guatieri; 21' st Titone.

Mastropietro ng - I pugni che mette sulla punizione di Gialdini al tramonto ricordano certe parate zero stile-tutta sostanza di quel Taibi che ieri era in tribuna.
Garattoni 5,5 - Giornata sotto traccia. I suoi compagni lo vedono poco in avanti, mentre l'arbitro non vede per niente la sua trattenuta da rigore su Forgione alla fine del primo tempo.
Garics 6 - Marca bene il nulla al quadrato, ovvero la coppia Crivaro-Masini.
Torta 6 - Vedi sopra, il suo fastidio più grosso di giornata sono i rombi della insipida Porsche Suisse Cup che fa da colonna sonora alla partita.
Boccadamo 6 - Lanciare o spazzare, questo è il problema. Lui lo risolve innescando, grazie a Ciabatti che si addormenta, Titone per il gol del 2-0.
Guatieri 7 - È il centrocampista da imboscata che finora era mancato. Al posto giusto nel momento giusto firma il gol del vantaggio. (48' st Galanti: un minutino per esordire e portare i pasticcini al prossimo allenamento).
Borrelli 6 - Piazza qua e là la qualità (lancio per Gavoci dopo 8') in una partita da pilota automatico inserito (42' st Miotto ng: uno scampolo di gara e poco più).
Valentini 6 - Tranquillo controllo del circondario.
Belcastro 6,5 - L'ingresso omaggio a Titone dopo 10' (fotocopia di Carpaneto) è l'inizio di un'altra giornata brillante. (32' st Scalini 6: porta la sostanza richiesta).
Titone 7,5 - "Paganini non si ripete, Titone sì". Gioca un'altra gara come quella di Carpaneto: con la palla al piede, fa semplicemente uno sport diverso da tutti gli altri.
Gavoci 5 - Centravanti "Calimero". Ferri buca il lancio di Borrelli, lui di testa fa quello che non vuoi dal tuo centravanti: colpo di testa affrettato e palla a lato, stoppandola si andava magari verso il gol-scacciacrisi (22' st Tattini: tanto "sgambettio").

Mezzolara-Colligiana 1-2
Mezzolara: Celeste, Papaianni, Dongellini (14' st Karapici), Menarini, Bagnai, Melli, Rigon, Tedesco (1' st Saccà), De Stefano (1' st Tommasini), Mezzetti.
Reti: 23' pt e 17' st (rig.) Bigoni (C), 35' pt Mezzetti (M).
Espulso al 37' st Papaianni.

Celeste 6,5 - Salva in almeno due occasioni e può far ben poco sui gol.
Papaianni 5,5 - È uno dei più esperti e dovrebbe calmare gli animi. Invece cade nel tranello e si fa espellere.
Dongellini 6 - Rientrava dal primo minuto e ha provato a coprire tutto il campo. Nella ripresa, accusa la stanchezza (14' st Karapici 6: entra poco prima della disfatta, incidendo il giusto).
Menarini 6 - Gioca da centrale difensivo contro calciatori molto esperti. È sfortunato in occasione del rigore.
Bagnai 5,5 - Sembra soffrire la difesa a cinque, ma col tempo migliora.
Togni 5,5 - Uno dei pochi a ragionare con il pallone tra i piedi. Si fa vedere nelle conclusioni da fuori ma con poca sostanza.
Melli 6,5 - Molto duttile. Gioca più avanti rispetto al solito e non è mai in difficoltà.
Rigon 6,5 - il più giovane in campo ha grinta da vendere. Salva su un contropiede pericoloso e ha l'accelerazione che vale il pareggio.
Tedesco 5,5 - Passiatore gli mette De Stefano vicino e le cose sembrano migliorare, ma i tiri in porta sono pochi (1' st Saccà: la Colligiana lo conosce bene e gli concede pochi spazi. E lui ha nelle progressioni a campo aperto l'arma migliore).
De Stefano 5,5 - Sembra migliorare ma appare ancora troppo lento. Non è un caso che giochi solo un tempo (1' st Tommasini 6: corre, lotta e per poco non fa il 2-2 , non arrivando su un pallone per pochi centimetri).
Mezzetti 6,5 - un gol anticipando i difensori della Colligiana, da giocatore esperto. Cerca il dialogo, soprattutto con Togni, ma funziona poco.

Fiorenzuola-Sasso Marconi 5-0
Sasso Marconi (4-3-2-1): Monari - Garetto (6' st Longhi) Galassi Zaccanti (28' st Pescatore) Minelli (31' st Blandamura) - Tonelli (10' st Iysa) Boccaccini Cortese - Benatti Noselli - Gyimah (19' st Piccardi).
Reti: 3' pt Bramante, 16' Bosio; 16' e 22' st Bosio, 25' Bouhali.

Monari 5,5 - Incolpevole su quattro delle cinque reti subite, appare leggermente fuori posizione in occasione del raddoppio del Fiorenzuola e pasticcia nel secondo tempo su Collodel.
Garetto 4,5 - Fatica ad arginare Guglieri e Bouhali, che sulla mancina fanno il bello e il cattivo tempo (31' st Blandamura ng).
Galassi 4 - Gli attaccanti del Fiorenzuola gli fanno girare la testa, va spesso fuori giri, trascorre un pomeriggio all'insegna dell'incubo.
Zaccanti 4 - Anche l'altro centrale a disposizione di mister Moscariello va puntualmente in difficoltà quando il trio d'attacco avversario decide di affondare il colpo (28' st Pescatore ng).
Minelli 4,5 - Soffre come tutti i compagni di reparto, non riesce a chiudere e neppure a proporsi, la sua gara finisce all'inizio del secondo tempo (6' st Longhi 5,5: presenza davvero impalpabile).
Tonelli 5 - Prestazione incolore, non lascia in alcun modo il segno (10' st Iysa 5,5: tanta corsa, tanto impegno e nulla più).
Boccaccini 5,5 - all'inizio del secondo tempo potrebbe riaprire i giochi, ma deve fare i conti con l'attento numero uno di casa.
Cortese 5 - Si vede che ha piedi educati, ma è troppo compassato per poter crare problemi al Fiorenzuola.
Benatti 5 - Troppo lento, non riesce a dare alcun sostegno ai compagni di reparto.
Noselli 5 - Il passo e il fisico non sono più quelli dei giorni migliori.
Gyimah 5,5 - È il più vivace, corre tanto sul fronte offensivo, ma fatica a rendersi pericoloso (19' st Piccardi 5,5: ha la grande occasione per rendere mano pesante il passivo, ma spara alto).