sabato 4 novembre 2017

Calcio Dilettanti (Serie D) - Il punto e la presentazione di Sasso Marconi-Vigor Carpaneto

Nella foto, Matteo Boccaccini (Sasso Marconi)

IL PUNTO di Gianluca Grassi

È l'ora della verità, serve un segnale “forte”

Siamo arrivati a un terzo del cammino, la strada è ancora lunghissima, ma sapendo leggere fra le righe il campionato comincia a mandare segnali abbastanza chiari. Dopo il turno infrasettimanale, la classifica delinea valori inequivocabili: l'autorevolezza del terzetto di testa (e smettiamola di bollare il neopromosso Villabiagio come una sorpresa...), la ripresa dell'Imolese (dove la cura-Gadda, applicata a un organico di categoria superiore, comincia a dare i frutti sperati), la tenuta di Romagna Centro e Montevarchi e qualche affanno in più del previsto per Sangiovannese e soprattutto Lentigione (ma sulla sconfitta interna contro il Rimini pesa un rigore contestatissimo). Alle spalle di queste otto, pare un altro campionato, guidato da quel Forlì che ha deciso di affidarsi a un “mago” della D come Eugenio Benuzzi per dare mordente e concretezza a una formazione spaurita e disorientata dalle alchimie tattiche di Bardi. E il Sasso? Che la trasferta sul campo del Villabiagio fosse proibitiva, lo si sapeva. Ci si sono messe pure le assenze per squalifica di Cortese e Della Rocca (che tornano comunque subito a disposizione di Moscariello), ma il crollo che nel primo tempo, in appena 7 minuti (dal 19' al 26'), ha portato i gialloblù sotto di tre reti, è arrivato del tutto inatteso, anche perché la squadra non era partita affatto male, sprecando una clamorosa palla-gol con Tonelli al 4'. Peccato di gioventù, ha spiegato il mister nel dopopartita. Una lacuna che va colmata in fretta, perché questa è la Serie D, ovvero un torneo dall'approccio professionistico al di là dell'etichetta, e bisogna fare l'abitudine a certe pressioni, a certi ambienti “caldi” e all'esperienza di avversari che non ti perdonano il minimo errore e la minima esitazione, come è successo mercoledì alla nostra difesa di fronte a due avvoltoi d'area di rigore come Cardarelli e Brunori Sandri. L'impressione è che, dopo le schermaglie iniziali, si stia entrando nel “vero” campionato a cui è destinato il Sasso insieme ad altre 10-12 squadre: un cammino insidioso, fatto di battaglie all'ultimo respiro, dure ed equilibrate, dove la concentrazione va mantenuta ai massimi livelli dall'inizio alla fine. Immagine del confronto di oggi contro la Vigor Carpaneto, avversaria annunciata in salute: in palio tre punti pesantissimi che vanno sottratti a una potenziale rivale nella corsa alla salvezza. Serve un segnale “forte” da parte di squadra, società e sostenitori. Una sorta di chiamata alle armi per trasformare il Carbonchi in un'arena infuocata. 
 
L'AVVERSARIO DI OGGI – VIGOR CARPANETO



Rossini vuol scrivere un'altra musica


La Vigor Carpaneto (fino al 2014 Asd Calcio Carpaneto) è una delle società storiche della provincia di Piacenza: la sua fondazione risale infatti al 1922, stesso anno del Fiorenzuola e tre dopo il Piacenza. Salvo rare eccezioni, fino agli Anni 40 la squadra era composta prevalentemente da giocatori del paese e per due decenni ha militato in Seconda categoria. Dal 1960 in poi, il progressivo salto di qualità, favorito anche dall'inaugurazione del campo “Ranza” che fino al Duemila è stato il rettangolo di gioco sul quale tanti ragazzi di Carpaneto hanno iniziato e svolto la loro attività sportiva: nel 1966-67 l'approdo in Prima categoria e dieci anni dopo, con Sandro Demicheli presidente e Mario Gabbiani in panchina, il passaggio in Promozione. È il periodo di maggior seguito da parte del paese verso la squadra di calcio, anche per i risultati conseguiti. Poi la Vigor ripiomba nel retrobottega dei campionati dilettantistici, senza particolare gloria, finché nel 2012-13 inizia l'era del presidente Giuseppe Rossetti, coincisa con un'ascesa senza sosta verso i massimi livelli. Con l'avvento dell'imprenditore locale, infatti, il Carpaneto ha conquistato un tris di promozioni consecutive, passando in tre anni dalla Seconda categoria all'Eccellenza. Memorabile la stagione 2014-2015, con la vittoria del campionato a Brescello nello scontro diretto disputato davanti a 800 persone e il bis sfiorato nella finale di Coppa Italia persa ai rigori a Bagnolo contro il Granamica. Una stagione di assestamento e l'anno scorso i biancazzurri sono ripartiti con rinnovate ambizioni di vertice, che poi hanno trovato conferma nella storica promozione in Serie D ottenuta con due giornate di anticipo.
 
L'attuale cammino del Carpaneto è stato invece contraddistinto finora da un'accentuata discontinuità di risultati, che a inizio ottobre è costata il posto al tecnico Mantelli, rilevato da Stefano Rossini (nella foto), 46 anni, ex difensore professionista negli anni Novanta-Duemila (Inter, Parma, Udinese, Piacenza, Atalanta e Genoa le tappe più significative della sua carriera, in cui ha vinto anche l'Europeo 1992 con l'Under 21). Altro problema, la lunga lista di infortuni che ha tolto di mezzo giocatori importanti come il portiere Terzi, l'attaccante Raggi e, più recentemente, la coppia Rantier-Sylla (con 7 reti miglior marcatore della squadra), principali riferimenti offensivi dei piacentini. È però possibile che oggi i due siano della partita (l'esterno francese Rantier, lanciato dall'Atalanta, ha collezionato 113 presenze in B con Vicenza, AlbinoLeffe, Verona e Piacenza). Per il resto, un 4-4-2 giovane (da seguire il centrocampista Tinterri, 19 anni, e il difensore scuola Reggiana Zito, 18), dinamico, che punta sulla forza del collettivo e mercoledì ha messo in seria difficoltà il capolista Fiorenzuola.

LA ROSA DELLA VIGOR CARPANETO
Portieri: Luca Buzzoni (1999), Andrea Errera (1999), Simone Mercuri (1996), Alessandro Terzi (1998).
Difensori: Filippo Alessandrini (1991), Samuele Barba (1993), Marco Fogliazza (1991), Domenico Murro (1999), Federico Riceputi (1997), Aslem Zito (1999), Davide Zuccolini (1995).
Centrocampisti: Cristiano Colla (1993), Dario Mastrototaro (1993), Stefano Mauri (1988), Giacomo Rossi (1999), Davide Tinterri (1998), Federico Abelli (1997).
Attaccanti: Luca Franchi (1986), Andrea Lucci (1989), Matteo Raggi (1997), Julien Rantier (1983), Matteo Terranova (1999), Alessandro Minasola (1996), Chelik Youssouph Sylla (1998).
 




venerdì 27 ottobre 2017

Anna Frank, il Modena, due squadre di Giovanissimi


L'oltraggio laziale alla memoria dell'ebrea Anna Frank. Il fallimento annunciato del Modena Calcio. La rissa nel bolognese fra i Giovanissimi provinciali di Boca e Barca Reno. In meno di una settimana, il calcio ha dato il peggio di sè. E i tre episodi sono in relazione molto più stretta di quanto possa sembrare. Ciò che li unisce è il mortificante deserto valoriale che accompagna l'evento, la gestione, la pratica. Lo "sport per tutti, di tutti e con tutti" è diventato in realtà becera nicchia di violento fanatismo, di sfacciato utilitarismo, di malsano qualunquismo, di irridente protagonismo. Ore e ore a (s)parlare (radio, tv, web, poco importa) senza che si faccia seriamente cultura sportiva, travolti da uno tsunami di immagini e opinioni fine a se stesse, proni alla logica dell'apparire e quanto mai fragili alla prova dell'essere. Tu chiedi a un tredicenne, magari laziale, magari di quelli fermati (a caso…) dalla Digos, chi era Anna Frank: e lui, forse, non ti risponderà. Tu chiedi ai tanti improvvisati faccendieri che infestano il nostro calcio (Caliendo e Taddeo sono in ottima compagnia) il progetto che hanno per un Modena qualsiasi: e loro, abilissimi Caronti del nulla, ti condurranno fra le anime dannate dell'Inferno pedatorio. Tu chiedi a tuo figlio perché gioca a calcio: e forse ti risponderà che lo fa per diventare campione e far contenti papà e mamma. Costi quel che costi. Anche a prezzo di una vergognosa rissa come quella a cui hanno dato vita sabato scorso a Bologna i Giovanissimi di Boca e Barca Reno. Bilancio: 200 euro di multa al Boca, perché durante la gara una ventina di sostenitori offendevano e minacciavano gravemente l'Arbitro, incitando i propri calciatori a protestare contro ogni sua decisione, creando peraltro un clima teso e aggressivo anche nei confronti dei calciatori avversari. A fine gara alcuni genitori dei calciatori venivano alle mani con i genitori dell'altra squadra creando, una vera e propria rissa; 100 euro di multa al Barca Reno, perché a fine gara alcuni genitori dei calciatori venivano alle mani con i genitori dell'altra squadra creando una vera e propria rissa; squalifica fino al 26 novembre al dirigente del Boca addetto all'arbitro, perché non tutelava l'arbitro nel tragitto campo-spogliatoio, in quanto il direttore di gara era oggetto di gravi minacce e offese da parte di alcuni tesserati; squalifica fino al 16 novembre all'allenatore del Boca, per comportamento intimidatorio nei confronti dell'arbitro; squalifica di 5 giornate ciascuno a due ragazzini del Boca che a fine gara, insieme ad altri compagni (peraltro non riconosciuti dall'arbitro), circondavano lo stesso proferendo al suo indirizzo frasi gravemente minacciose e offensive.
Anna Frank, il Modena, due squadre di Giovanissimi che vanno alla guerra: se questo è sport...
Gianluca Grassi

giovedì 26 ottobre 2017

Bologna, una sconfitta che parla


Bologna-Lazio il giorno dopo. Una sconfitta che brucia, dice Donadoni. Che dalla sua squadra, dopo il primo gol, si aspettava un altro tipo di reazione. Diversa la mia lettura. Il ko interno contro la Lazio (una Signora Lazio, almeno per un'ora) potrà anche bruciare, perché in fondo il pareggio non sarebbe stato uno scandalo, ma almeno ha il pregio di "parlare". Dando indicazioni sulle quali  conviene ragionare, soprattutto pesando a quel che sarà, o dovrebbe cercare di essere, il mercato-invernale del Bologna.
Il sunto del mio discorso è che la coperta rossoblù è molto più corta di quanto non dica l'attuale pletorica rosa, infarcita di tanti giocatori che la scorsa estate la stessa società non esitava a definire "esuberi" e che invece, per un motivo o per l'altro, sono rimasti. Peraltro come semplici "numeri" di maglia. Perché Krafth non vale Mbaye e forse neppure un Torosidis appena appena in salute. Perché De Maio (e Gonzalez) fanno rimpiangere assai il Maietta cristallo di Boemia. Perché Crisetig non ha l'impatto né caratteriale né fisico di Pulgar, fondamentale per fare schemo davanti alla difesa, e nel contempo Pulgar non vale Poli (inamovibile) nel ruolo di interno destro. Perché Krejci, inutile girarci attorno, non ha la propensione offensiva di un Di Francesco (nel 4-3-3, in prima linea, non basta correre e rincorrere: prima o poi, la porta devi pure guardarla…). Perché a Masina (che si applica e ci prova, da bravo ragazzo qual è) il salto di qualità non riesce: prima era un (forte) dubbio, ora è una (acclarata) certezza. Perché questo Destro, finché il "nonno insuperabile" (Palacio) sarà sorretto dalle attuali scariche adrenaliniche, fa fatica perfino a essere considerato una seconda scelta (da 2 milioni di euro l'anno, pensa te…). E non oso immaginare cosa succederebbe se un giorno si materializzasse in campo il fantasma di Avenatti, magari azzeccando il gol alla prima mossa (hai visto mai…).
Ergo: prima di parlare di Europa (boutade che solo l'agonizzante Corriere dello Sport-Stadio può ipotizzare), sarà meglio vaccinare contro l'influenza la ristretta base titolare e magari pensare in fretta di mettere un rabbocco di carburante nel serbatoio di Donadoni. Nel Gp di Serie A il Bologna ha dimostrato di poter andare a punti (9°-10° posto?) e sarebbe un peccato restare senza benzina in vista del traguardo di maggio.
Gianluca Grassi

Calcio Dilettanti - Gli highlights dell'ultimo match della Sangiovannese, prossimo avversario del Sasso Marconi

Calcio Giovanile - Sasso Marconi-Bologna, parte il progetto BFC365


La mail di conferma è stata appena spedita. Il settore giovanile del Sasso Marconi entra a far parte del progetto “BFC365” che il Bologna Football Club 1909, su forte spinta del presidente Joey Saputo, ha proposto a tutte le società dell'hinterland felsineo. Una collaborazione che, come ha spiegato il responsabile del vivaio rossoblù Daniele Corazza nell'incontro di presentazione che si è tenuto allo Stadio Dall'Ara il 16 ottobre, si basa su presupposti molto diversi rispetto al passato. Nessuna finalità di marketing o merchandising (leggi acquisto “obbligato” di abbigliamento ufficiale Bfc), nessun costo di affiliazione. Bensì la concreta possibilità di usufruire, in modi e tempi diversi nell'arco di tre anni, dell'intero “know-how” del Bologna Fc in materia di calcio giovanile. Che tradotto, significa: corsi organizzati per tecnici-educatori, per preparatori atletici e dei portieri, per affinare la ricerca del talento sul territorio (scouting) e per conoscere le metodologie di allenamento del Bologna; visite concordate al Centro Tecnico Galli; tornei e partite specifiche per le società affiliate; visibilità su Bfc Tv; crescita e sviluppo dei giovani più promettenti; interazione con la realtà dei Montreal Impact; biglietti omaggio per assistere alle partite del Bologna in specifici settori riservati; possibile contributo economico che suggelli in modo concreto l'accordo e l'eventuale scambio di giocatori; sbocchi lavorativi all'interno del Bologna calcio. Una volta stipulata la convenzione e designati per ciascuna società i referenti del progetto (per il Sasso Marconi sarà Pietro Pistone, allenatore dei Giovanissimi interprovinciali 2004, con la supervisione di Lorenzo Legnani), il piano diventerà operativo del primo dicembre, per poi tracciare a fine giugno una prima valutazione degli obiettivi raggiunti. Uno stimolo in più per la società del presidente Alessandro Pozzi e del dg Giancarlo Ducci, che non ha voluto farsi sfuggire questa importante opportunità di crescita, di sviluppo e di miglioramento della propria attività, conscia che il costante aggiornamento e il puntuale confronto con una realtà così qualificata come il Bologna possa portare innegabili benefici alla proposta formativa ed educativa rivolta dei 320 ragazzi tesserati quest'anno (prima squadra e Juniores esclusi dal conto).

Calcio Dilettanti (Serie D) - Il punto e la presentazione di Sasso Marconi-Sangiovannese


IL PUNTO

Cinismo fa rima con ottimismo

I numeri parlano chiaro. Il Sasso è, per ora, una squadra “da viaggio”. Dei 14 punti fin qui raccolti, ben 10 sono arrivati infatti dalle trasferte (vittorie con Montevarchi, Correggese e Castelvetro, pareggio a reti bianche domenica scorsa a Ponte Egola con il Tuttocuoio, pesante “manita” incassata a Fiorenzuola) e soltanto 4 quelli raccolti sul terreno (poco) amico del Carbonchi: una vittoria con la Pianese, un punto con il Sansepolcro e tre ko con Trestina, Rimini e Forlì. Una sorta di reazione allergica all'aria di casa che va curata quanto prima, perché più avanti certi punti lasciati per strada potrebbero suscitare parecchi rimpianti (emblematica la sconfitta infrasettimanale contro Forlì, con tanto di palo, rigore sbagliato e infruttuosa superiorità numerica per tutto il secondo tempo). La Sangiovannese offre però subito l'occasione per ribaltare il negativo trend interno. Attenzione, trattasi di avversario da maneggiare con cautela (seconda miglior difesa del girone e soprattutto nessuna sconfitta esterna, a fronte di 3 vittorie e 2 pareggi), ma i gialloblù di Moscariello, più che guardarsi dalle indubbie qualità dei toscani, devono scommettere sulla propria capacità di fare gioco (Cortese e Tonelli, in materia, possono fare la differenza) e creare palle-gol, ritrovando magari quel cinismo e quella precisione sotto porta che sono mancate (vuoi per sfortuna, vuoi per errori di mira) nelle ultime due gare. Il potenziale offensivo garantito da Noselli, Benatti, Gyimah, Gripshi e Della Rocca (Gigi sta mettendo insieme sempre più minuti nelle gambe e una bella iniezione di fiducia gliela regalano anche i ragazzini del settore giovanile con i quali ha iniziato a lavorare durante la settimana, accettando con entusiasmo di affiancare i vari allenatori) è decisamente tanta roba per la categoria. Si tratta solo di ritrovare un pizzico di convinzione e scioltezza al momento di concludere a rete. Da sottolineare anche la crescita esponenziale di Matteo Boccaccini, valore aggiunto in difesa e all'occorrenza... prezioso bomber di scorta. Insomma, match tutto da gustare. Come le prelibatezze a base di tartufo che invaderanno le strade di Sasso nella TARTUFESTA programmata per questo e per il prossimo weekend (e in aggiunta, il primo novembre).


L'AVVERSARIO – SANGIOVANNESE

La favola di Sarri ha avuto inizio qui

Il pallone racconta di una storia affatto banale, quella iniziata nel 1927 a San Giovanni Valdarno per merito dell'avvocato Alfredo Merlini. Perché i 90 anni di vita del club biancazzurro sono stati attraversati da personaggi di chiara fama, che qui hanno trovato l'ideale trampolino di lancio verso prestigiosi traguardi calcistici. All'inizio del Duemila, il decennio d'oro che porta la Sangiovannese a un passo dalla Serie B: prima la promozione in C2 firmata nel 1999-2000 da Leonardo Acori (in seguito protagonista nel torneo cadetto sulle panchine di Rimini e Livorno), poi il timone affidato nel 2002 a un altro tecnico rampante come Giuseppe Sannino (sesto posto finale, con attacco composto nientemeno che da Ciccio Baiano e dal “barba” Moscardelli), quindi nel 2003 la scoperta di tale... Maurizio Sarri, ex impiegato di banca che in tre stagioni aveva condotto il Sansovino dall'Eccellenza alla C2. Scelta che si rivela vincente, perché questo carneade maniaco degli schemi sulle palle inattive (e che per questo all'epoca suscitava in tribuna stampa battutine ironiche e maliziose) trascina subito la Sangiovannese in C1 e l'anno seguente si piazza ottavo. Sissignori, quel Sarri che ha modellato il Napoli-spettacolo e che adesso fa scuola, tanto che il collega Pep Guardiola lo pone fra i più bravi d'Europa. Tornando alla Sangiovannese, un'altra stagione di gloria con Piero Braglia in sella: giugno 2006, mentre l'Italia di Lippi dà la scalata al quarto titolo iridato, i biancazzurri si fermano a un passo dalla B, sconfitti nella semifinale playoff dal Frosinone che poi salirà. Ultimi bagliori prima del fallimento datato 2011 che costringe i toscani a ripartire dall'Eccellenza. Oggi parliamo di una squadra che, ripescata in estate, ha cambiato radicalmente volto (21,7 anni l'età-media della rosa), mixando giovani promesse (vedi il laterale sinistro Nannini, classe 1999, cresciuto nelle giovanili di Fiorentina e Prato, bravo in entrambe le fasi, e l'esterno offensivo Kernezo, 20 anni, proveniente dal Pisa) a giocatori di lungo corso come il centrale Calori (37 anni, ex Poggibonsi, 18 presenze in B nel Mantova 2007-08 e 234 fra C1 e C2 con le maglie di Sangiovannese, Pisa, Perugia, Taranto e Giacomense) e i mastini di centrocampo Mugelli (91) e Scoscini (90). In prima linea, occhi puntati sul puntero Jukic (1993, attaccante centrale arrivato dall'Almas Roma) e sul trequartista italo-albanese Keqi (1996), entrambi autori di 3 reti, terminali del 4-2-3-1 (variabile in 4-3-1-2) prescelto dal tecnico Agostino Iacobelli, 54 anni, originario di Torre del Greco.

LA ROSA DELLA SANGIOVANNESE
Portieri: Thomas Scarpelli (1993), Andrea Valoriani (1997).
Difensori: Matteo Bini (1996), Simone Calori (1980), Lorenzo Bindi (1998), Cosimo Nannini (1999), Francesco Testi (1998), Christian Kouaido (1998), Federico Papini (1999), Giovanni Bilaj (1998).
Centrocampisti: Emanuele Bindi (1998, Samuele Mugelli (1991), Manuel Sinatti (1997), Tommaso Lunghi (1999), Matteo Scoscini (1990), Niccolò Mazzeschi (1999), Lorenzo Bordo (1996).
Attaccanti: Daniele Bucaletti (1996), Massimo Camilli (1995), Kristian Keqi (1996), Andrea Jukic (1993), Andrea Sichei (1998), Gianmarco Regoli (2000), Gabriele Kernezo (1997).